E venne il momento in cui il Pd vinse

renzi-totti-roma-1024x660C’è una prima volta per tutto, mi dicevano. È venuta anche la prima volta di una vittoria del Pd.

Presupposti per continuare a leggere:
1. si sappia che son segretario di circolo, quindi potrebbe trasparire un po’ di felicità;
2. le europee appena concluse sono un punto di partenza, non un traguardo.

Quello che ha vinto queste europee non è il Partito Democratico dell’anno scorso. È un partito cresciuto. Culturalmente, prima che nei numeri.
È una forza che ha dimostrato di potersi affrancare dai vecchi schematismi in cui si gioca in difesa, dove per prima cosa bisogna mantenere il proprio elettorato. Una forza che, finalmente, chiede ai sindacati di tornare a fare quello per cui sono nati (cioè tutelare i singoli lavoratori, tutti, e non solo i propri iscritti). Siamo riusciti ad affermare che le persone che lavorano nelle PA devono assumersi le proprie responsabilità, a partire dai manager, e di cooperare per il risanamento e il miglioramento di questo pachiderma bulimico. Si è detto chiaramente che l’Italia è una nazione che non vuole allargare il cimitero del Mediterraneo, contro tutti i populismi a cui invece non interessa.

Credo sia in questo profondo cambiamento culturale la radice della vittoria alle elezioni europee. A dispetto delle previsioni, in Italia ha vinto una visione di Europa aperta, accogliente, pronta a cambiare nelle sue cattive pratiche. In Italia ha vinto l’idea che abbiamo bisogno più che mai dell’Europa unita.

Ma il Pd ha vinto anche perché gli altri sono stati meno convincenti.
Vi vendo l’opinione che mi sono fatto in questo due giorni. Il M5S ha perso perché non ha messo in atto delle azioni che potessero far conquistare la fiducia delle persone.
Noi del Pd, se vi ricordate, ci siamo sempre detti: “se perdiamo in campo nazionale è per colpa del segretario e del gruppo dirigente che non sono credibili, colpa di quelli corrotti come Penati che ci fanno fare brutta figura. Però, nelle amministrazioni locali teniamo botta, perché le persone che si presentano sono credibili e competenti”. Premesso che questo assioma non è sempre vero, ha comunque una sua fondatezza.
Ora, il M5S invece ha perso elettori tra le europee e le amministrative (almeno dalle nostre parti, tipo Modena europee e comunali, e Carpi europee e comunali, e Cavezzo europee e comunali, e Mirandola europee e comunali…). Da questa cosa dovrebbero ripartire per fare autocritica, cercare di capire cosa non ha funzionato, perché ci sono stati diversi che si son fidati del MoVimento ma non dei pentastellati locali. Quindi, tutta la discussione sui toni di Grillo in campagna elettorale forse andrebbe un po’ ampliata.
E credo che questa sfiducia abbia trascinato verso il basso anche i risultati delle europee.
Forse esagero. Ma i dati son così, per ora li interpreto così.

Chissà che i pentastellati non si ravvedano un po’ e inizino a collaborare con il partito che, oggi, è il baricentro della politica italiana…

Annunci
Pubblicato in Politica | Contrassegnato , , | Lascia un commento

E adesso, il congresso

20131126-003700.jpg
Note biografiche dall’ultimo post: dopo avere passato molto tempo arrabbiato con il PD, deluso da buona parte dei parlamentari democratici, talmente da voler smettere di partecipare… E, nello stesso periodo, pensare che si dovrebbe cambiare le cose, che c’è bisogno di impegno, di persone nuove, idee nuove… In quel periodo, cresceva il consenso attorno alla candidatura di Civati.
Così, sono rimasto. Anzi, ho deciso di mettermici d’impegno.
Al congresso del mio (minuscolo) circolo, mi sono candidato e adesso sono segretario.

Ed ecco il percorso che mi ha fatto arrivare qui, così si capisce perché considero la mozione di Civati l’ultima occasione per questo partito.

1. Il PD deve cambiare
Con la vittoria di Bersani alle primarie del dicembre 2012, si è affermata l’autoconservazione della dirigenza e della sua cultura. Cultura che considera (forse inconsciamente, forse no) la democrazia interna e il dibattito politico come difficili da gestire, potenzialmente pericolose per il mantenimento del potere e, quindi, da evitare. Se tale cultura non era sempre stata ben evidente, ha raggiunto la massima epifania nell’elezione del presidente della repubblica: sui media, sembrava che tutta l’assemblea dei grandi elettori fosse concorde per eleggere Prodi, visto che c’era stata “l’acclamazione”. Ma, in realtà, non ci fu alcun dibattito; inoltre, in quella sede era presente la metà dei grandi elettori. E poi, il pasticcio del governo… Ancora una volta, la dirigenza decide di non ascoltare la base elettorale.
10 mesi dopo, siamo di nuovo a votare, stavolta per il congresso. Si decidono le linee politiche (e le persone che le devono interpretare) dei prossimi 3 anni.

2. È anche una questione generazionale
Chi ha gestito finora il PD ha una storia politica e culturale molto forte. Ha in mente modelli culturali e di sviluppo che sono vecchi, del passato. Basti pensare all’idolatria per il posto fisso. Si continua a voler difendere i posti di lavoro al posto dei lavoratori.
Chi ha gestito il PD in questi anni continua a pensare che il welfare si fa in quel modo, spendendo ovunque, senza ottimizzare le spese.
La vecchia dirigenza viene da idee del ‘900, dove la scuola non si può riformare perché si rischierebbe di mettere in crisi gli insegnanti e tutto ciò che gira intorno alla scuola. Così, invece di riformarla pensando a strumenti didattici nuovi in scuole accoglienti (o perlomeno non pericolose), si continua a fare il concorso pubblico.

Nel PD del 2013-2014, invece, abbiamo molti giovani competenti, che non hanno il bagaglio pesante dei vecchi che li hanno preceduti. E sarebbero quindi più liberi di essere creativi, di pensare il futuro, di sognare di nuovo un ruolo internazionale per l’Italia.

3. È soprattutto una questione di competenze
I politici che hanno costruito il PD e che lo hanno portato alla disfatta elettorale sono, appunto, dei politici. Anzi, dei politicanti. La maggior parte di loro hanno intrapreso la carriera politica e sanno fare solo quello. E, se malauguratamente dovessero smettere di essere politicanti, si riciclano nelle aziende pubbliche partecipate con ruoli di dirigenza (che, nella maggior parte dei caso, non sanno gestire).
Così non si può andare avanti. È necessario che si entri in politica perché si ha qualcosa da offrire al Paese, non perché si possa prendere qualcosa dal paese.

4. Perché non Renzi?
Perché su molte questioni non ha ancora preso posizioni nette.
Perché rischia di essere divisivo per il partito.
Perché ha lasciato che molti “ex-qualcosa” potessero appoggiarlo. Ho molta paura che, il 9/12/2013, gli presenteranno il conto.

5. Perché Civati?
Perché è libero, pensante. Perché pensa la scuola e l’università come luoghi di cultura e ricerca. Perché desidera che tutti gli elettori, tutti quelli che hanno voglia di spendere il proprio tempo e le proprie energie per la cosa pubblica, abbiano dei luoghi dove discutere, formarsi, studiare e indirizzare la scelte del partito democratico.
Perché ha bene in mente da dove veniamo e dove possiamo arrivare.
Perché vuole un partito che sia veramente democratico.

6. Perché non Cuperlo?
Non si è capito?

Pubblicato in Politica | Contrassegnato , , , , , | 2 commenti

Aforismi, solo per far prima…

Era da un sacco di tempo che non scrivevo su questo blog. Il tempo era tiranno e soprattutto alcune scadenze lavorative mi hanno tolto (a volte) anche qualche ora di sonno.
Adesso che sono in ferie, trovo il tempo di scrivere alcuni pensieri.

Per far prima, ho deciso di scrivere solo alcune frasi qua e là.

Sentenza Mediaset: Berlusconi condannato a 4 anni, non si sa se l’interdizione dai pubblici uffici sarà di 1 o 3 anni. Biancofiore si vuole dimettere e dice: “La condanna di un innocente, del leader del centrodestra italiano, dell’uomo politico col maggior numero di consensi della seconda Repubblica, del 4 volte presidente del Consiglio, del maggior contribuente d’ Italia per frode fiscale è l’Apocalisse d’Italia, la fine del mondo politico italiano”. Speriamo che lo sia veramente, così si potrebbe ripartire. Biancofiore aggiunge anche che sarebbe la fine “di una parvenza di democrazia nel Paese”: intende quella parvenza di democrazia che ha portato al governo Alfetta?

Vannoni ha consegnato il protocollo Stamina: alla buonora, dovevate iniziare il primo di luglio. Intanto, anche in Sicilia si fanno fregare dal populismo perbenista… Ricordo a tutti che sono soldi pubblici. Nel reparto dove lavoro non è stato concesso il sofosbuvir (che ha tutte le caratteristiche per essere un farmaco, non come la terapia di Vannoni) in uso compassionevole su una persona trapiantata di fegato con riattivazione di HCV. Forse una persona di 55 anni malata di epatite C che non è passata per Le Iene non è abbastanza compassionevole?

F35, tanto rumore per nulla (di fatto): alla fine, (quasi) tutti d’accordo per armare nuovamente l’aereonautica militare. Ne avevo già parlato qui, perché volevo provare a dare uno sguardo più “concreto” all’affaire F35. Le risposte del ministro Mauro, però, non mi sono sembrare concrete: sembravano più le giustificazioni di un pessimo amministratore. Come ha scritto qualcun altro molto più autorevole di me, tanto valeva dicesse che si devono comprare “perché sì!”. A quanto pare, non c’è nessuno di coraggioso al governo…

Congresso PD, la chimera: Epifani ha detto che si fa entro il termine prescritto dallo Statuto. Non sappiamo ancora con che regole. Renzi aspetta, dice che non vuole farsi fregare anche questa volta. Epifani dice che serve una cerchia ristretta di elettori. Franceschini dice che serve una cerchia ristrettissima di elettori. Un ottimo modo per far venire la voglia ai delusi di questo centrosinistra di tornare ad impegnarsi e a sperare. Complimenti per la lungimiranza e per lo sguardo amplissimo sulla realtà politica italiana. Io, intanto, sto qui.

La Lega dell’imbecillità: diversi esponenti leghisti offendono una ministra del governo italiano. Lei decide di non andare alla festa della Lega perché il segretario nazionale, il sig. Maroni, non ha creato le condizioni per un dialogo reale. I leghisti si arrabbiano. In questa storia, indica chi è (o chi sono) i cretini.

Pubblicato in Politica | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Non fa male, non fa male!

Ludopatici? Secondo Giorgetti ce ne sono meno di quello che si pensa.

Il gioco d’azzardo non fa così male come dicono, dice lui.

E magari il fumo non fa venire tumori, infarti, ictus, impotenza?

E l’alcol non fa venire la cirrosi?

E le droghe non bruciano il cervello?

E questo lo hanno fatto sottosegretario…

 

Presidente Letta, ci può spiegare cosa ha intenzione di fare? Perché io non lo capisco.

Cari Parlamentari, in particolare quelli del PD… possibile che ci costringiate a non fidarci di voi? Perché solo alcuni amministratori locali e alcune persone della “società civile” fanno battaglie etiche per la società? Che cosa state facendo voi per arginare questi soggetti?

Pubblicato in Politica | Lascia un commento

Stamina e la “solita avversione” per i protocolli

Manifestazione in sostegno del metodo StaminaNe avevo già parlato qui. Stasera ho letto questo pezzo che mi mette nuovamente in agitazione.

Avevo già scritto che non trovo assolutamente giusto sfruttare la sofferenza delle persone, soprattutto dei bambini, per avere finanziamenti. Comunque, ora sono riusciti ad avere 3.000.000 di € (nel campo della ricerca non è un’infinità, ma si tratta comunque di soldi pubblici) per un protocollo di ricerca (che io non conosco) di 18 mesi.

E, come già successe per Di Bella, si parte già dicendo che la sperimentazione sarà “inapplicabile”. Insomma, il Governo (soggiogato dalla pubblica opinione non scientifica) ha deciso di finanziare un protocollo e chi dovrà gestire il protocollo dice già che è tutto inutile.

Mi chiedo quindi alcune cose:
. se il protocollo sarà “sbagliato”, perché continuare?
. perché deve essere pienamente finanziato con soldi pubblici? Perché altri enti di ricerca, anche universitari (quindi pubblici) si dannano per avere fondi anche privati e questi invece avranno 3.000.000 di €?

E, soprattutto, perché l’opinione di moltissimi altri ricercatori, sia italiani sia stranieri, che si occupano di medicina rigenerativa e di terapia genica vale meno di quella di manifestanti e di uno psicologo fondatore di Stamina foundation (che non ha ancora prodotto alcun articolo scientifico che presenti i risultati delle loro “terapie”)?

Pubblicato in Sanità | 2 commenti

Ma nel PD la restaurazione è già iniziata?

20130512-172123.jpg

No, ma giusto per sapere… I giovani “contestatori” di #OccupyPD avevano chiesto due cose:
– tempi certi per il congresso
– apertura a tutto l’alto degli elettori del centrosinistra
In molti, poi, vogliamo sapere se questo segretario “traghettatore” si ricandida alla segreteria oppure no.

Questo nuovo segretario non ha risposto a nessuna di queste domande.

In compenso, torniamo a sentire che non avevano altra scelta che questo governo (ma allora perché aspettare 2 mesi?). E torniamo a sentirsi dire che dobbiamo avere fiducia nel governissimo. Anche se non sappiamo quale sarà la data di scadenza.
Ci sentiamo dire che questo partito deve sostenere questo governo per sostenere le vittime dei femminicidi.
Ci sentiamo dire che serve una gradualità dei diritti e dei doveri all’interno del partito (così continuiamo a tenere su due piani diversi iscritti ed elettori).

Nessuna parola sulla necessità di riformare gli organi interni del partito. Né tantomeno una parola sulla necessità di riformare il partito a livello culturale.

Insomma, mi sa che siamo già pronti con le cazzuole a spatolare intonaco sulle crepe, con i pennelli a pitturare i muri pieni di muffa.
Direi che iniziamo bene questa nuova fase…

Pubblicato in Politica | Contrassegnato , , , | 1 commento

Ripensare il SSN: bisogna fare in fretta (ma anche bene)

Il ministro Lorenzin ha affermato che urge un ripensamento del SSN. Bene, mi fa piacere che qualcuno se ne sia accorto…

Ma in che senso si vuole andare? Giusto per sapere, visto che le affermazioni del neoministro sono state così vacue che non volevo crederci… Per rimanere nell’etereo del discorso del neoministro, facciamo un po’ di brain-storming.

Ci dica, quindi, il neoministro dove vuole andare. Si vuole ridurre gli sprechi, magari eliminando i vari centri decisionali locali? Giusto per fare un esempio: l’Ospedale dove lavoro acquista una sola echinocandina. Qualcuno mi può spiegare perché? Perché non mette in concorrenza il fornitore attuale con i fornitori delle altre echinocandine? Questo discorso si potrebbe estendere a tantissime forniture per il SSN. Molti (tra cui anche Renzi, per citarne uno a caso) parlano del problema delle siringhe pagate una certa cifra in una regione e qualcosa di più in altre. Vogliamo metterci mano, togliendo gli sprechi che vengono dalle Regioni?

E come la mettiamo con il blocco delle assunzioni? Ormai tantissimi reparti in molti ospedali stanno facendo fatica a sopportare il carico di lavoro, sono in completa sofferenza. Che si fa?

E poi: che si fa con tutti quei medici che fanno aumentare le spese sanitarie solo per evitare, in una eventuale sede processuale, di essere esposti? Si chiama medicina difensiva e, tra una cosa e l’altra, costa allo Stato italiano qualcosa come 14 miliardi. Di euro. 14 miliardi all’anno. In due anni, fanno 28 miliardi. Spesi per pararsi il culo da pazienti-serpenti. Perché le leggi attuali non difendono a sufficienza i medici. Bell’investimento, vero?

E anche: come vogliamo affrontare il problema dell’edilizia ospedaliera? Gli ospedali spesso sono stati costruiti solo perché erano stati promessi durante campagne elettorali locali, non perché fosse realmente necessario implementare strutture in alcune zone. A volte, nemmeno sono stati finiti. In compenso, quelli già funzionanti adesso cadono letteralmente a pezzi e sono dei colabrodo energetici (la bolletta elettrica forse non c’entra con l’attività medico-sanitaria, ma ha sicuramente un suo peso economico, no?).

Come la mettiamo con le strutture convenzionate? Sarà possibile ripensare le convenzioni senza schemi ideologici (veterocomunisti da un lato e neoliberisti dall’altro), dando la priorità a centri no-profit e/o di ricerca avanzata?

Altro punto, giusto per aggiungere qualcosa al dibattito: che si fa con i medici sul territorio? Case della salute sì o no? Superamento delle convenzioni oppure ci teniamo le cose così come stanno perché altrimenti i medici di medicina generale rischiano di arrabbiarsi troppo?

Spero che, oltre a lanciare affermazioni all’acqua di rose, il neoministro Lorenzin possa produrre qualche documento che inizi a rispondere ad alcune di queste domande. E magari prima che ne parli con i suoi colleghi in Europa, perché ho paura che non capirebbero. Perché non c’è niente da capire.

Pubblicato in Sanità | Lascia un commento

Il futuro si decide oggi

L’assemblea nazionale del PD ha un risvolto importantissimo non solo per il partito, ma anche per tutta la politica italiana. Si decide se (e come) continuerà ad esistere una forza progressista e riformista nel panorama politico italiano.

Ormai, tantissimi hanno già detto e scritto a tal riguardo. Siccome questo spazio è mio, ci metto la mia opinione: se non si deciderà per un congresso aperto a tutti gli elettori che si riconoscono nel PD (anche se non sono iscritti), sarà un dramma. Sarà la restaurazione. Sarà la sconfitta di tutti quei giovani che vogliono impegnarsi in politica. Sarà la sconfitta di tutti quei vecchi che hanno sognato per anni un luogo in cui socialdemocrazia e liberaldemocrazia potevano incontrarsi. Sarà la sconfitta di quelle generazioni di dirigenti di partito già sconfitti alle elezioni, che con la loro superbia arriveranno all’aborto di un partito costruito in provetta, crioconservato, ma mai impiantato in utero. Sarà la sconfitta di quegli amministratori locali che hanno creduto nel Partito Democratico si potesse trovare la casa del buongoverno.

E nessuno ci guadagnerebbe. Sicuramente, il Paese ci perderebbe molto.

Siccome non vorrei essere sconfitto per gli errori di altri, ho deciso che è il momento di sostenere Civati.

Dateci la possibilità di votare a un congresso vero. Mal che vada, anche noi sbaglieremo. Ma saranno errori nuovi.

Se invece andrà bene, avremo la possibilità di costruire qualcosa di nuovo. Un luogo di confronto, in cui chi si tessera diventa parte integrante del processo di formazione di una opinione e quindi, del processo decisionale. Un luogo in cui si discute, ci si scontra e ci si incontra. In cui si vota. In cui la buffonata dell’unanimità sia definitivamente sconfitta. Dove non esistono elezioni per acclamazione.

Perché l’unanimità è un disvalore. Lo è sempre stato, anche quando si credeva essere l’apice della democrazia.

#OccupyPD

PS: molto poco applaudito l’impegnativo e bel discorso di Giuseppe Civati. Che sia già ora di disperarsi?

Pubblicato in Politica | Lascia un commento

Io c’ho poca fiducia

Beatrice-LorenzinOvvero, “lettera” aperta al governo Alfetta

Caro Governo Alfetta,
ho letto con interesse la lista dei ministri che ha scelto come suoi collaboratori. Devo dire che mi sarei aspettato ben di peggio, considerato il trailer.

E, si sa, quando le aspettative sono molto basse, è facile rimanere contenti.

Poi, a un certo punto, ho letto un nome nella lista dei ministri. Ho provato la stessa sensazione di quando vado al cinema a vedere un film in cui il trailer è brutto, ma la prima metà del film è accettabile. All’interruzione, penso: “Beh, considerato nel suo complesso, non è male”. In genere, però, la ripresa del film conferma (a volte supera) la bruttezza già vista nel trailer.

Con quel nome, ho provato esattamente la stessa cosa.

Lorenzin. Alla Salute. Lorenzin alla Salute. Lorenzin. Salute.

Pensavo fosse un errore, cerco su un altro sito. Ma niente, sempre lei.

Cerco il suo curriculum, forse non mi era noto qualcosa. Forse si è già occupata di programmazione sanitaria. Forse ha i titoli per gestire un ministero che ogni anno smuove (direttamente o indirettamente) una cifra intorno al 10% del PIL italiano.

Cerco, cerco. Maturità classica. Vabbe’, non sempre la laurea è indispensabile, meglio l’esperienza.

Cerco l’esperienza.

Cerco ancora.

Sto ancora cercando.

Mi spiega, caro Governo Alfetta, perché la Lorenzin alla Salute?

Perché, sa, lei ha ottenuto la fiducia delle due camere… Ma la prova più importante è avere la fiducia del Paese. Io, per ora, c’ho poca fiducia.

Pubblicato in Politica, Sanità | Lascia un commento

Quando la struttura non regge, è inutile la restaurazione

sede-roma-118729Ci sono cose che non funzionano. Non funzionano perché strutturalmente sono sbagliate, dalle fondamenta. A volte qualcuno se ne accorge subito, altre volte in corso d’opera, altre volte (e sono le peggiori) quando l’edificio crolla.

Al PD è successo così. Lo Statuto, teoricamente, garantiva una buona e solida struttura: Assemblea e Direzione nazionali, regionali, provinciali. Poi i circoli, riuniti in sezioni comunali. Quindi, teoricamente, una struttura che dall’alto andava verso il basso e viceversa.

Ma qualcosa non ha funzionato. Dal 2009, cioè dall’elezione di Bersani alla segreteria nazionale, la direzionalità del dibattito democratico è stato solo dall’alto al basso. Direzioni e Assemblee costruite nominando i rappresentanti in base alle proporzioni dei voti alle varie mozioni congressuali, peggiorando di molto il porcellum. Direzioni e assemblee pachidermiche, con centinaia di persone tra rappresentanti e membri di diritto. Così, le Direzioni (bene o male a tutti i livelli) diventavano organi decisionali dove qualcuno aveva già deciso. Il dibattito era ridotto allo scambio di opinioni di pochi che avevano la fortuna di iscriversi a parlare (e non sempre era sufficiente per esprimere ufficialmente le proprie posizioni). Ma quando si dovevano scegliere cose importanti, venivano riunite – sostanzialmente – per delle comunicazioni.

Prendere o lasciare.

Ne abbiamo avuto un limpidissimo esempio per la (ri)elezione del Presidente della Repubblica. Prima arriva la comunicazione che bisogna votare Marini. [Prima crepa strutturale rilevata] Poi, visto che in aula i numeri non ci sono stati, il segretario comunica che si deve votare Prodi. Anzi, mi correggo: l’assemblea dei grandi elettori “vota” per acclamazione (sottolineo per acclamazione) Prodi. E di nuovo i voti non ci sono. [Seconda crepa strutturale rilevata]

Arriviamo alla nomina del Presidente del Consiglio. Moltissimi deputati e senatori del PD si schierano contro il “governissimo” (d’ora in avanti chiamato Alfetta). Ma tant’è, prendere o lasciare. Non c’è più spazio. Abbiamo delegato tutto a Napolitano. A questo punto, qualcuno solleva il problema del (non) dibattito interno. Ma è tardi, bisogna prendere. Altrimenti tutti a casa e l’Italia in vacca.

E, finalmente, il crollo della struttura.

Mentre i ragazzi si ribellano a questo modo assurdo di gestire il dibattito politico interno e la cosa pubblica, l’Alfetta è fatta.

A guardarci bene (o solo superficialmente) le crepe strutturali erano ben evidenti anche prima. Bastava osservare le direzioni provinciali, le assemblee regionali. E, ancora peggio, il dibattito tra gli amministratori locali e gli amministratori provinciali/regionali (ovviamente, dove governa il centrosinistra, proprio come in Emilia-Romagna). Spesso, è prendere o lasciare.

Il tempo del PC/PDS/DS e del centralismo democratico è finito. Finito.

Ma, evidentemente, a qualcuno questa cosa non piace. Soprattutto a chi ha fatto nascere e morire il PD nel giro di 5 anni. E, quindi, già si vocifera di congresso con solo gli iscritti al Partito. Si vocifera di togliere le Primarie. Si vocifera di accordi tra ex-DS (ancora si parla di ex-DS!) e Renzi.

Tutto ciò ha un nome: restaurazione.

Una cosa totalmente inutile: se le fondamenta e i pilastri portanti erano vuoti, inutile provare a metterci delle fasce per ridare un po’ di rigidità alla struttura. Crollerà di nuovo, alla minima scossetta tellurica.

Molto meglio radere al suolo e ricostruire, costruendo una nuova struttura. Possibilmente, meno rigida di quella di prima, perché gli edifici troppo pesanti e rigidi crollano prima quando la terra trema.

Pubblicato in Politica | 1 commento